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FAQ sulla chirurgia refrattiva

In base ai valori di correzione prevista; nella maggioranza dei casi si può rispondere affermativamente a questa domanda; ad alcuni soggetti affetti da difetti molto elevati rimarrà l’uso di un occhiale in condizioni molto particolari, come ad esempio la guida notturna.  Approfondisci qui

Se l’intervento è stato fatto su occhi che già avevano problemi con le lenti a contatto la risposta è negativa. Su valori di correzione molto elevati con importante variazione della curvatura corneale può essere consigliato l’utilizzo di lenti a contatto “su misura”. Molte volte, in residuo di correzione, magari per un peggioramento della miopia insorto anni dopo l’intervento, la soluzione più semplice è un ritrattamento laser. Approfondisci qui

Fortunatamente la maggior parte dei sottoposti ad un trattamento laser non necessita di ritrattamento. E’ possibile la ripetizione del trattamento dopo circa 9 mesi dall’intervento principale. Va valutato con attenzione lo spessore corneale residuo. Approfondisci qui

Come già detto le attuali metodiche laser possono affrontare ogni tipo di difetto; molto dipende dallo spessore corneale e dalla curvatura corneale; questi due parametri condizionano trattamenti su valori miopici, ipermetropici ed astigmatici di grado elevato. Su valori fino alle 5 – 6 diottrie di miopia, 2 – 3 di ipermetropia ed astigmatismo la correzione totale si può considerare sicura.

Gli occhi vengono preparati con l’instillazione di collirio anestetico e durante l’intervento non si sente dolore, ma solo sensazione di pressione durante la preparazione della superficie corneale. Dopo l’intervento, se condotto con tecnica di superficie (PRK), si ha dolore, fastidio, fotofobia, sensazione di corpo estraneo e lacrimazione per uno – due giorni, causato dall’epitelio corneale che ricresce sotto la lente a contatto applicata al termine del trattamento. Molto meno fastidio si avrà con la tecnica LASIK. Si consigliano comunque due o tre giorni di riposo a casa. Approfondisci il post intervento

La correzione laser dei difetti refrattivi si esegue nel Mondo da circa 20 anni con risultati molto buoni e le procedure sono state condotte su centinaia di migliaia di pazienti. Dopo aver abbandonato l’utilizzo di zone ottiche troppo strette, che creavano disturbi nella visione serale, dal 2000 in avanti, grazie anche ai miglioramenti delle terapie post-trattamento, possiamo dire che la sensazione di occhio secco e la visione velata durano pochi mesi.

Eventuali effetti indesiderati che possono essere osservati dopo chirurgia laser corneale sono:

  • Difficoltà di lettura per il miope che persiste per 1 – 2 mesi, il tempo necessario al riassestamento dell’epitelio corneale; il giovane miope deve riabituarsi ad una nuova distanza focale nella lettura. L’ipermetrope al contrario per 2 – 3 mesi vede benissimo da vicino  e male lontano; una volta riassestato l’epitelio corneale la visione per lontano tornerà normale.
  • Diminuzione della capacità visiva. Una transitoria diminuzione dell'acutezza visiva rispetto allo stato preoperatorio con correzione e la visione di aloni intorno alle luci sono fenomeni presenti in tutti i pazienti immediatamente dopo l'intervento, diminuiscono in gran parte nelle prime settimane fino a scomparire dopo qualche mese.
  • Haze (opacamento corneale) Transitori fenomeni di opacamento corneale, divenuti negli anni, con il miglioramento della regolarità del flusso del raggio laser molto rari, si possono verificare; richiedono un periodo di trattamento con i colliri più lungo della norma per scomparire; raramente richiedono un ritrattamento laser. Sono spesso legati ad un’esposizione non protetta alle radiazioni UV; è per questo motivo che raccomandiamo una grande attenzione al sole, con l’utilizzo di occhiali da sole ed evitando di guardare sorgenti UV anche in ambiente interno. L’haze è praticamente sconosciuto con la tecnica LASIK.

Rarissime; vanno curate con colliri appropriati. Si combattono contattando l’oculista del Centro laser in caso di forti disturbi.

Gli esami oculistici preoperatori di cui abbiamo già ampiamente trattato fanno escludere dall’indicazione al trattamento con il laser ad eccimeri alcuni soggetti, alcuni dei quali possono essere avviati all’impianto di lenti fachiche. Le controindicazioni più frequenti fanno riferimento allo spessore corneale (deve residuare uno spessore che consenta di mantenere una perfetta salute all’occhio) e la curvatura corneale preoperatoria, che deve avere determinate caratteristiche in base al difetto da correggere. Controindicazioni relative sono: Donne in stato interessante o in allattamento, precedenti di cicatrizzazione cutanea con formazione di cheloidi cutanei (in qualsiasi stadio eccetto casi molto selezionati e stabilizzati da anni) o altri processi degenerativi corneali in fase avanzata ed in genere processi infiammatori intraoculari ricorrenti o retinopatie diabetiche avanzate che potrebbero peggiorare col passare del tempo.

Come indicato nella circolare ministeriale DPCM 5/3/2007 “Definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza” i criteri di inclusione per accedere al trattamento laser refrattivo in convenzione SSN sono:

1) anisometropia (differenza tra un occhio e l’altro) superiore alle 4 diottrie di equivalente sferico, non secondaria a chirurgia refrattiva, limitatamente all’occhio più ametrope per il fine dell’isometropizzazione dopo aver verificato, in sede pre-operatoria, la presenza di visione binoculare singola, nei casi in cui sia manifesta e certificata l’intolleranza all’uso di lente a contatto corneale (così recita il dettato della circolare ministeriale - l’intolleranza alla lente a contatto va certificata da un Ospedale pubblico e l’intervento serve solo per portare l’occhio più ametrope nelle condizioni refrattive dell’occhio migliore che non può essere trattato)

2) astigmatismo pari o superiore a 4 diottrie

3) ametropie conseguenti a precedenti interventi di oftalmochirurgia non refrattiva (interventi per cataratta, distacco di retina, glaucoma etc.) limitatamente all’occhio operato, al fine di bilanciare i due occhi

4) Trattamento fototerapeutico (PTK) con laser ad eccimeri per opacità corneali, tumori della cornea, cicatrici, astigmatismi irregolari, distrofie corneali

5) esiti di chirurgia refrattiva (in questo ambito rientrano i ritrattamenti)

6) esiti di traumi o malformazioni anatomiche tali da impedire l’applicazione di occhiali, nei casi in cui sia manifesta e certificata l’intolleranza all’uso di lente a contatto corneale.

* Nella tariffa non sono compresi la visita e gli esami di idoneità e le visite successive (che possono comunque rientrare nel finanziamento). Per l’intervento di correzione della presbiopia e gli interventi con Femtolaser è prevista una maggiorazione

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